Diarietto!

6 set

 

Finalmente a un mese esatto dalla fine del laboratorio sono riuscita a terminare di ricopiare il diario.
direte voi che me la son presa comoda ma tra jet leg, ferie e ripresa del lavoro non ci son prorpio stata con la testa e coi tempi…in ogni caso oggi cade proprio a pennello… mi sembra un modo assolutamente perfetto di festeggiare il mio primo mesiversario con l’amor de mi vida :P!
prima di riportare la cronaca delle mie mirabolanti avventure devo però fare qualche precisazione necessaria.
questo è un diario, una cosina mia, decisamente informale quindi, non aspettatevi toni da letteratura o da best sellers e anzi tollerate quelle cose che in editoria mal si tollerano: puntini esagerati, faccine, qualche sproloquio ecc ecc
punto due questo diario è lungo…e non potete immaginare quante cose avrei avuto ancora da dire ma siccome vi voglio bene ve le ho risparmiate, se non avete tempo rimandate quindi la lettura a un’altra volta…
punto 3 su certi aspetti sono decisamente andata giù di fantasia, d’altronde diario quanto vuoi ma chi mi conosce sa chi sono e cosa scrivo e senza amour io non vivo quindi ho messo un po di sentimento anche qui…realtà? fantasia? ihihih e chi lo sa ;)
ora che ho detto tutto ecco a voi il mio….

Diario semiserio di una settimana in Mondalove!

E finalmente la fatidica data è arrivata:

3/08/09

ORE 9.40

Appena giunta all’aeroporto di Palermo con ampissimo anticipo sull’orario del volo (giusto un paio d’ore) la mia prima preoccupazione è stata – ovviamente – quella di raccattare un fascio di fogli sul quale appuntare i pensieri di questi giorni per non perdere nulla di questa settimana che sicuramente sarà speciale. D’altronde che scrittrice-scrivente-scribacchina sarei senza un fido block notes in borsetta? E allora, mi sono avviata verso il primo negozietto utile ed eccolo qui il mio quadernetto delle emozioni! Oddio al pensiero di aver speso 11,60 euri per un block piccoletto lì per lì ho pensato – non potevo portarmelo da casa? – ma per l’amore della mia vita ci può anche stare. In fondo lo sappiamo tutti che per un buon matrimonio ci vuole qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa di blu…di blu c’è la penna, di nuovo il bellissimo blocchetto, e di vecchio? Beh di vecchio ci sono io! Speriamo almeno che le 128 pagine in carta riciclata quadrettata bastino a contenere tutto ciò che ci sarà da dire su questi giorni!

ORE 21.00

Oddio oddio! Tra mezzi, attese e spostamenti le ultime ore sono state frenetiche e quindi solo ora che aspetto la metro in una non meglio identificata fermata milanese, trovo il tempo per due parole sulle ultime strepitose ore!

Che dire, mi sembra ancora impossibile eppure la prima giornata è volata e adesso grazie a quel simpaticone di Valerio Massimo possiedo tutti i segreti del romanzo storico! Mmm vabbè…humor a parte…è stato così interessante e coinvolgente che anche io che con la storia non ho mai legato adesso mi sa che un bel romanzo d’epoca lo metto su. D’altronde che ce vo’ a parte settimane a spulciare fonti storiche per far quadrare in maniera credibile invenzione e realtà, crare suspance, emozioni una bella trama interessante…mmm no, mi sa che proprio davvero non è il mio genere :P !

Che emozione poi ritrovarmi in quella sala ad ascoltare rapita il nostro relatore, circondata da gente che come me ama e vive di scrittura; parlare con quelle ragazze che fin a quel momento erano solo nomi, ascoltare l’esperienza di chi ha iniziato quasi per caso e adesso è un NOME…e adesso quel “nome” sta sulla prima pagina del mio libro sotto un (speriamo) beneaugurante “in bocca al lupo”…chissà…

 

4/08/09

ore 22.15

Che giornata! Solo or trovo un po’ di tempo per scrivere…oddio non che durante il giorno, laboratorio a parte, io abbia molto da fare ma oggi mi son data al totale relax, per non dire alla più sfacciata pigrizia e al più totale cazzeggio…quindi ho riposto la penna e spento il cervello per ricaricare i miei pochi neuroni in attesa delle due ore in compagnia di Alan (che fa molto più figo che Sergione in effetti). Ma prima di passare al corso è davvero doveroso fare qualche riflessione riguardo alle mie impressioni sulla città della Madunina.

Punto 1 – Piazza Duomo

Bella, grande, a tratti emozionante, ma nei miei ricordi di bambina non era ampia, era ENORME! sconfinata! Beh, sarà che il mio processo di lievitazione ha influito sulla prospettiva ma insomma, è una piazza!

Punto 2 – vita da metro

Una cosa l’ho capita per certo: il milanese o comunque chi a vario titolo vive a milano e nei dintorni, senza distinzione di sesso, età, razza o religione (anche il pakistano con lo zainetto che leggeva il corano in metro risvegliando i miei più profondi timori da 11 Settembre) allora, dicevo, tutti questi soggetti che per amor di sintesi chiamerò “milanesi”, hanno FRETTA! Io che vengo dal paese della lentezza e del “chi va piano va sano e va lontano”, certe cose non le capisco proprio. Ma perché se in metro ci stanno le scale normali e quelle mobili, tu, milanese frettoloso prendi le mobili ma poi Sali o scendi gradino per gradino travolgendo me, povera ragazza di provincia che prende le mobili proprio per evitare sforzi e fatica (e anche per quella strana sensazione da lunapark che danno visto che ad agrigento le scale mobili si trovano solo all’Oviesse!)???

Non sono un matematico e nemmeno un fisico (e non lo sarò mai!), ma nella mia infinita ignoranza, credo, presumibilmente che il risparmio temporale di questa, per me inconcepibile e insulsa pratica sia del tutto irrilevante…nanomillisecondi? Beh, io preferisco risparmiare in salute, sudore e preservare i miei muscoli per più dilettevoli passatempi :D

Punto 3 – a Milano la pizza fa schifo

E questo si commenta da solo!

n.d.r. per dover di cronaca e amor del vero devo confessare che fa schifo anche a Roma e che un siciliano, ovunque vada, non trova mai un posto dove si mangi bene come a casa sua!

E adesso veniamo al corso. Oggi giornata dedicata al romanzo di genere…genere? Quale genere? Semplice! Tutti! O almeno quasi tutti…ma per le questioni tecniche riguardo definizioni, distinzioni, e contenuti delle lezioni (calderone compreso,) rimando agli appunti (a breve disponibili per voi…yeah!!!). Questo non è di certo lo spazio adatto o smetterebbe di essere un diarietto semiserio per diventare un manuale di scrittura e so bene di non potermelo permettere (non ancora perlomeno! Muahuhauha)

Bene, dicevo, che innanzitutto oggi l’impostazione della lezione è stata meno accademica di quello di ieri. D’altronde, stiamo parlando del confronto tra storia e ingegneria! (decisamente improponibile…) perché ebbene si, il sig. dott. Prof. Altieri, in realtà è un ing. Altieri!!! (beh se si è messo a scrivere avrà capito, seppur a posteriori che gli conveniva fuggire dal tunnel oscuro dell’ingegneria prima che questa si impossessasse completamente del suo cervello riducendolo a un cubo di rubrick)…cmq, dicevo, a parte lo scherzo, anche per questa ragione oggi il tutto è stato meno speculazione e più schemini, schemetti, regolette ed esempi. Quindi, semmai volessi decidermi a scrivere un romanzo di genere (genere? Ancora? ma quale? Bah…tutti!) ora so che devo avere un albero motore ben oleato e una metro con 4 fermate (non capite? APPUNTI!!!).

A dirla tutta, io col “genere” (suvvia! Sempre quello!) mi sono cimentata solo una volta con un racconto giallo-poliziesco e il caro Alan ha fatto non ben poco danno a svelare queste sue regolette perché è sin da quando lo ascoltavo parlare che sto lì a riflettere su quello che ho scritto e a chiedermi se rispecchia l’aurea costruzione da lui proposta.

mmm….so bene che per tutelare la mia integrità mentale (qualora ci fosse ma non ne sono certa) certe domande non dovrei affatto pormele, non dovrei neanche pensare di farlo, ma il mio cervello risponde in maniera parziale ai miei ordini coscienti e quando si tratta di trovarsi a Milano a un laboratorio di scrittura Mondalove non mi sta proprio a c…..onsiderare :D.

quindi, ho ripreso in mano il mio IL RICORDO DELLA FARFALLA e ho cercato l’albero motore, i vertici del triangolo, i vagoni della metro, le fermate e il famigerato CLIMAX (che al mio paese è ben altra cosa dal colpo di scena…ma in effetti è cmq fonte di grandi emozioni e soddisfazioni…) beh! Sorpresa! C’è tutto! Ovvio che gli spazi sono quelli ristretti di un racconto ma gli elementi e il ritmo sono ben centrati…vuoi vedere che alla fine così pessima non sono….

Ah, oggi nel dubbio e nell’indecisione generale riguardo alla questione ATTESTATO SI – ATTESTATO NO, ho preso la gran decisione di superare la mia proverbiale, ancestrale, timidinsicurezza e chiedere al simpatico Cusumano-occhiblu. Costui, oltre a una bellissima voce che mi aveva colpita già durante la telefonata con la quale mi era stata comunicata l’ammissione al laboratorio, ha anche questi occhi di ghiaccio scaldati da un sorriso dolcissimo e modi sempre gentili così disponibile e….LAURA SMETTILA UN PO’ DI CONTEGNO, ma che figure mi fai fare, non mi dirai adesso che ti sei innamorata? Sempre-la-solita….

Ebbene l’attestato ci sarà, nonostante non se ne sia fatta alcuna menzione né sul sito, né in sede di richiesta o di conferma, avremo il nostro diplomino del laboratorio di scrittura creativa mondalove! E visto che la prima è andata, mi sono sbloccata e sono diventata amica di tutti, sono in arrivo una o due tonnellate di altre domande alle quali in un modo o nell’altro (spero di non dover ricorrere a minacce e sevizie) troverò qualcuno disposto a rispondere!!!

Con questo diabolico proposito per i prossimi giorni io mi sa che me ne vo’ a nanna! BUONANOTTE!

5/8/2009 

21.50

E anche la terza è andata….uff se ci penso è già passata la metà del corso…tristezza! Mondalove, non potevi faro più lungo? Così giusto il tempo di ambientarmi, prenderci gusto e sarà già ora di tornare a casa…vabbè, meglio non pensarci, d’altronde, cmq vada, l’esperienza lascerà il segno e, a dirla tutta, avrei voluto lasciarlo anche io…eheh, no, non pensavo alla firma col pennarello sulla porta del bagno! Che pensieri che mi fate fare! Ma d’altronde connetto a metà,fa caldo e la traversata di milano, seppur coi mezzi non è proprio come gli spostamenti al paesello. Poi oggi ho anche dovuto confrontarmi con la temutissima e odiatissima prova telecamera. Già, perché io sarò anche una squaletta ma sono buona buona, mansueta e, particolare da non sottovalutare, TELECAMEROFOBICA, e quelle due simpaticone delle amiche mondafacebook non avevano di meglio da fare che aizzarmi contro i cameraman famelici sopravvenuti per un servizio sul laboratorio. Ma non è finita qui, perché mentre le due (squalone!) ridevano sotto i baffi, io sotto minaccia di un microfono (paura!!!), ho dovuto anche parlare…cosa ho detto? E chi se lo ricorda?! Ero così terrorizzata dalla situazione (telecamera + microfono è davvero insostenibile!) che ho in testa il vuoto cosmico su cosa sia avvenuto in quei due minuti. Per fortuna la cara Sharon, seduta accanto a me, mi ha rassicurata convincendomi che non ho fatto la figura della totale interdetta…io, a dirla tutta non ci giurerei…speriamo che “lui” non se ne sia accorto….anche perché avevo già dato il meglio di me qualche minuto prima…

Anzi ne approfitto per dire che, dopo il trauma, come minimo, a mo’ di simbolico risarcimento, “qualcuno” dovrebbe offrirmi un piccolo indennizzo e, proprio perché è notoriamente e universalmente riconosciuta la mia bontà d’animo, fornisco delle opzioni possibili tra le quali chi di dovere potrà scegliere

OPZIONE 1 – fornitura a vita di TUTTI i libri mondadori e anche di un attico a Milano che possa contenerli;

OPZIONE 2 – immediata pubblicazione del mio romanzo con contratto di edizione di tutto vantaggio

OPZIONE 3 – assunzione a tempo pieno e indeterminato presso uno qualsiasi dei reparti aziendali (anche il reparto caldaie va bene :D)

Aggiungerei anche che l’una opzione non esclude l’altra (al vostro buon cuore) visto che il trauma è stato davvero profondo e i proventi della vostra benevolenza saranno totalmente reinvestiti in sedute psicanalitiche utili a ristabilire il mio equilibrio psicofisico (il fatto che io non ne abbia mai avuto uno è del tutto irrilevante…). Sottolineo anche che sono disposta a rinunciare a tutto in cambio dell’amore eterno e incondizionato del sig. Cusumano-occhiblu….LAURAAAAAAAAAAAA SMETTILAAAAAAA…

Ma adesso, torniamo a noi e alle cose serie…dicevo….Il mio incontro ravvicinato del terzo tipo con quell’archibugio infernale, non è stato nemmeno il momento più patetico della giornata perché, appena prima avevo già collezionato una delle mie proverbiali figure di guano (come direbbe una “cara amica”– io sostengo però che a volte bisogna confrontarsi con la dura realtà, dare pane al pane, vino al vino, chiamare le cose con il loro nome e quindi, credetemi, che la figura è stata di merda…). Insomma, arrivata con netto anticipo rispetto all’orario dell’incontro, mi aggiravo con la mia testa tra le nuvole, per la stanza osservando le stampe d’arte e cercando di dare l’impressione di essere una che di arte ne capisce un po’…per rafforzare l’intenzione avevo anche indossato i miei occhiali fasulli da intellettuale intelligente (o segretaria annoiata a seconda delle situazioni) mentre intorno a me, tizio caio provavano le luci dibattendo sull’annosa questione FARETTI SI – FARETTI NO…poi ad un tratto è spuntato lui…palpitazioni…il bel Cusumano-occhiblu era arrivato. Oddio, ho pure l’occhiale, ora dico qualcosa di intelligente…SGRING…CRONK…ecco che gli ingranaggi arrugginiti del mio cervello si mettono in moto…su, su, so che potete farcela….

“oggi abbiamo anche la musichetta?”

“si…bello Allevi…”

CAZZOOOOOO, io ho l’opera omnia di Allevi, io amo allevi, io passerei la vita a sfornare per lui torte al cioccolato! Come ho potuto pronunciare la parola “musichetta” ascoltando una delle sue composizioni? Vabbè, è imperdonabile lo so, e probabilmente con quell’affermazione ho bruciato tutta la mia credibilità, ma giuro che ho delle attenuanti! Innanzitutto, il cambiamento repentino nell’ambiente vitale:provate voi a portare un pinguino (che non sia quello del cartone Madagascar) all’equatore e poi ditemi se lo spostamento non gli crea qualche scompenso. E poi, insomma, l’emozione suscitata in me dalla vicinanza del mio amor…non ho riconosciuto le note e lo stile di allevi ma, probabilmente, anche ricordare il mio nome, in quel momento, mi avrebbe creato qualche problema :D.

Ora, dopo questa breve (:S) patetica introduzione, passiamo alle cose serie…in fondo questo è il diarietto del laboratorio e non la sintesi delle mie sciagure!

L’incontro di oggi era con Margherita Oggero, una signora adorabile così tenera e compita che all’inizio sembrava quasi intimorita dal fatto di veder tanta gente lì ferma a pendere dalle sue labbra ma c’ha messo davvero poco a tirar fuori un acume, una simpatia e una prontezza d’analisi davvero stupefacenti. Ha spiegato i meccanismi del “raccontare per parole” e “raccontare per immagini” sottolineando quanto sia complesso il processo che dalla parola scritta, e quindi dal testo, porti alla produzione di film, fiction e opere televisive o cinematografiche. Io, dal canto mio, pur essendo una “divoratrice” di cinema, in maniera praticamente onnivora, fatico non poco a trovare una trasposizione cinematografica che renda giustizia al corrispettivo letterario e, mi è parso di capire, che lo stesso valesse per lei, che,pur avendo scritto per fiction di successo, sembrava tollerare a fatica le imposizioni e i limiti che le si ponevano sul set. Io a dire il vero un film basato sul mio libro me lo sono immaginato milioni di volte….Muccino + Alessandro Gassman e, ovviamente, me in prima fila a supervisionare sulla trasposizione della storia! Mmm…dite che sto correndo un po’ troppo? Beh, ho 5 giorni a disposizione e 3 sono già volati!

 

6/8/2009 

21.50

Franchini! Chi è Franchini? Beh a parte essere il gemello separato alla nascita di John Turturro (attore che dal punto di vista artistico apprezzo parecchio), Franchini è un editor…anzi no, lui è “l’Editor”, quello con la E maiuscola, anzi no no e ancora no, lui ha la E, la D, la I, la T, la O e la R tutte maiuscole! Insomma Franchini è l’editor maiuscolo, l’editor degli editor.

Ora, partendo dal fatto che lui è l’ennesima potenza di quello che vorrei diventare io che mi accontenterei di essere il peggior correttore di bozze nello scantinato più buio della mondadori (ma anche il guardiano delle caldaie andrebbe bene J), potete ben immaginare il mi stato d’animo mentre lui parlava…sconvolta di fronte a tanta sfacciata, ingombrante, imbarazzante cultura e competenza letteraria, a dirla tutta, partivo già con uno stato d’animo “particolare” per via di qualcosa che era successo poco prima dell’inizio dell’incontro…credo di aver già accennato al fatto di essere partita con in valigia 4 vestiti e una vagonata di curriculum, copie del mio libro, racconti, scritti ecc…. ebbene, mentre una delle copie abbandonate del mio libro agonizzava abbandonata su una sedia, il Riccardi di passaggio l’ha puntato, afferrato, squadrato e poi con estremo candore ha chiesto : “è il tuo? Posso tenerlo?” :D :D :D :D :D :D :D Sorriso inebetito a 68 denti (e pensare che da tempo immemorabile dopo apparecchio, dentisti, incisioni, estrazioni e chi più ne ha più ne metta, la mia arcata dentaria consta di soli 24 elementi…) “certo!!!”

Quindi il direttore editoriale ha una copia del mio libro…

Detto questo, certa che la stessa, data l’esigua mole, non possa in nessun modo essere usata contro le zanzare o per fermare una porta, spero vivamente che diventi una delle letture estive del caro Antonio… :D

Rivelato così il perché di quel mio stato d’animo a tratti trasognato, torniamo a Franchini…

Partendo da quanto detto nell’incontro precedente dalla Oggero, anche oggi il punto focale dell’incontro è stato: l’autobiografismo è cosa buona e giusta o no? È sbagliato scrivere di sé o cmq prendere fatti e ispirazione dalla propria esperienza? Ebbene, la prima risposta che sembrava (ahime) coincidere con le considerazioni fatte la sera precedente, è stata autobiografia NO. Colpo al cuore…il mio libro allora posso ben darlo alle fiamme e bocciare anche tutte le idee nascenti sul secondo visto che io non sono assolutamente capace di scrivere qualcosa che non abbia almeno un minimo di attinenza con quello che sono, vedo o sento (eppur non mi sembrava così male…sigh)

Per fortuna poi andando avanti nella discussione, il Franchini ci ha illuminati…non è che questa sia una regola assoluta da evitare a tutti i costi ma ci sono delle eccezioni. Insomma, l’editor consiglia di non farlo, come consiglia di esprimersi con pensieri brevi e chiari, stare attenti alle connotazioni temporali e spaziali (appunti!) e di non usare troppi aggettivi di seguito. Ma l’editor ci ha anche dimostrato che scrittori davvero talentuosi possono fare di tutto e, per avvalorare questa tesi, ci ha letto passi di Saviano esplicitamente autobiografici o di Pontiggia nel quale gli aggettivi si sprecano e la costruzione dei periodi mostra una straordinaria alternanza di toni.

Quindi il concetto appare chiaro: lo scrittore ha delle regole da rispettare, ma il talento autentico può valicarle e caldamente infischiarsene!

Ora, a ben pensarci, il mio romanzo è in buona parte autobiografico e gli aggettivi si sprecano quindi, o ne faccio carta da macero o posso solo sperare che qualcuno riconosca in me quel tanto famigerato talento… qualcuno? Si, ma chi? Il mio pensiero non può che andare a quella copia orfana della mia creatura sbadatamente abbandonata su una rossa poltroncina del multi center e alla mondadoresca manina che l’ha raccolta…

Ah, dimenticavo, sapete oggi a fine corso che faceva il bell’occhiblu? Parlava al telefono! Ed era tutto un puci-puci-gnè-gnè…la mamma…DITEMI CHE PARLAVA CON LA MAMMAAAAAAA!!!

 

7/8/2009

22.15

Nooooo! Disgraziaaaaaaa! Sciaguraaaaaaa! Sigh sigh…il laboratorio è finito e l’idea di dover ricompattare la mia roba dentro al minuscolo trolley rosa e domani svegliarmi all’alba per prendere l’aereo che mi riporterà alla realtà, mi riempie di tristezza…ma vabbè, è la vita e piuttosto che struggermi in inutili piagnistei, preferisco fermarmi un po’ a scrivere delle mie ultime impressioni su quest’esperienza memorabile che resterà tra queste pagine e nei miei ricordi per sempre. Quindi, ricaccio indietro le lacrimucce e provo a raccontare la giornata di oggi come ho fatto con le precedenti…anzi no, stavolta cercherò di mantenere un tono più aulico ed elevato visto che oggi si parla di poesia…già perchè come affermato dal saggio Riccardi (poeta anche lui) questo laboratorio è stato una sorta di gradus ad Parnassum (wowo che citazioni dotte…non mie ovviamente che col latino sono ferma a rosa-rosae) che dai lugubri meandri del romanzo di genere ci ha progressivamente innalzato verso più nobili prospettive letterarie, fino a schiuderci, oggi, i dorati cancelli dell’Olimpo della poesia. Io personalmente mi sono fermata a sbirciare dalla soglia…la copiosa produzione poetica sfornata tra i sette e i nove anni, non fa assolutamente testo, non sono di certo una poetessa e nemmeno un’aspirante tale. So che fa ridere (ha riso anche Riccardi quando gliel’ho detto mentre io mi vergognavo come un tronista con la calvizie) ma io di poesie in età adulta ne ho scritta solo una, ho vinto un premio e poi il nulla. È stata un parto ben riuscito ma evidentemente mi ha resa sterile, o forse, semplicemente, ho solo trovato altri modi per esprimere me stessa e con l’intricato groviglio che ho dentro, gli ampi spazi della narrativa mi sono sembrati più adatti… Eppure ancora oggi, talvolta, qualche verso sciolto bussa alla mia mente. Peccato che la mia memoria sia così pessima da perderlo inevitabilmente, ogni santa volta, prima di riuscire a fermarlo su un qualsiasi pezzo di carta.

E cmq, per tornare a noi, oggi hanno tenuto banco il Riccardi, che da moderatore è stato promosso a relatore, e il suo maestro Maurizio Cucchi. Non essendo una divoratrice di poesia (le mie incursioni nel genere sono tragicamente ferme a Neruda e Baudelaire), io non lo conoscevo, però sono rimasta immediatamente e fortemente colpita dalla sua persona e dal suo modo di porsi. Bastava guardarlo per rendersi conto di avere davanti una persona fuori dall’ordinario…capello a metà tra Einstein e Zichichi, vestito di lino e babucce Burberry (su queste ultime ringrazio la squalona Cinzia Mondafacebook per lo spreco di zoom nell’album fotografico del laboratorio…è zoom vero? Dimmi che non ti sei appallottolata sotto la scrivania per realizzare quel meraviglioso scorcio!)

Cmq sulla poesia c’è da dire che non la si impara e non la si insegna, è puro sfogo dell’anima e, in quanto tale, in essa, il discorso sull’autobiografismo assume toni del tutto peculiari: la poesia è immediata espressione dell’io che la produce ma, questo stesso io, nel mettere in versi il suo pensiero, si tramuta in un’entità universale. Non è più il poeta coi suoi sentimenti ma diventa parte di tutti noi.

Un altro aspetto affrontato nel corso dell’incontro è stato quello relativo alla lingua. È evidente come esista un gap enorme tra linguaggio poetico, parlato, narrativo, ecc… tanto che la stessa parola detta, scritta o pensata non è uguale ma è 3 parole diverse…

In una società nella quale il linguaggio è determinato dai mezzi di comunicazione, la poesia è un momento fondamentale di ritorno alle origini di una lingua pura e non contaminata dalle porcherie propinate dal tubo catodico (per non parlare degli orrori da chat e SMS). Detto ciò appare evidente che nonostante tutti i buoni propositi iniziali questo diarietto non ha in sé nulla di poetico (vedi faccine, interpunzione ad cazzum, onomatopeici a profusione e chi più ne ha più ne metta).

Ah, dimenticavo la cosa più importante! In quest’incontro siamo stati invitati a presentare i nostri componimenti poetici che sarebbero poi stati analizzati dai due relatori per appurarne punti di forza e di debolezza. A parte l’osceno componimento cyberpunk sul pushup di pizzo nero, devo dire che il materiale proposto è stato letto e analizzato con chiarezza e i consigli dati, soprattutto per quanto riguarda sintesi, ritmo e punteggiatura, preziosi per tutti. Unico rammarico il fatto che la mia “Fenice”, per motivi di tempo, non si sia arrivati a leggerla…mmm…beh…forse è meglio così… e cmq la delusione per questa esclusione dal circolo dei privilegiati, si è ben presto dissipata tra le bollicine di spumante…eh si, perché concluso l’incontro, consegnati gli attestati e il piccolo rpesente in esclusiva per i partecipanti (Una copia del libro, non ancora distribuito, Vish Puri e il caso della domestica scomparsa di Tarquin Hall) ci è stato offerto un piccolo rinfresco. E d’altronde che gita a milano sarebbe stata senza uno dei famigerati happy hour in pieno centro? E quale centro migliore del (Multi)center mondadori e soprattutto quale migliore compagnia?! C’eravamo tutti! I ragazzi (beh oddio più o meno ragazzi alcuni…ihihih) del corso, e poi tutta la squadra mondadori che ci ha accompagnato in quest’esperienza meravigliosa rendendola indimenticabile. E così tra un brindisi una fotografia e un milione di sorrisi anche quest’esperienza è andata…l’ultimo cin cin lo porterò con me per sempre…quegli occhi blu forse non li rivedrò più ;)

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3 Risposte to “Diarietto!”

  1. luisella 14 febbraio 2011 at 03:04 #

    ci puoi fare un libro, altro che diaretto……
    Bravissima!

    • Laura Platamone 14 febbraio 2011 at 03:29 #

      grazie luisella!
      in verità oggi rileggendolo mi rendo conto di quanto il mio stile fosse ancora acerbo quando l’ho scritto. Insomma, son passati due anni! Però quell’esperienza è stata indimenticabile e mi diverto sempre tanto quando ci ripenso!

  2. luisella 15 febbraio 2011 at 03:28 #

    Ciao Laura, devo ancora imparare ad usare questa diavoleria elettronica. Mi muovo con difficoltà all’interno dell tuo blog, ma ho fatto una scoperta incredibile.Quì mi trovo a mio agio. Hai creato uno spazio magico, dove chi ama la scrittura e la lettura può confrontarsi, ricevere suggerimenti, condividere opinioni sulla significato delle parole e altri aspetti di carattere tecnico.Non ho mai pubblicato,ho ricevuto solo proposte di pubblicazione con contributo.Qualche racconto è invece apparso su delle rivite letterarie. Eppure vorrei fare uscire dall’isolamento i miei romanzi.
    Mi puoi indicare qualche editore serio?
    Grazie

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